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Archeologia di genere

dal periodo classico al Medioevo

25 febbraio 2026

La storia delle donne tra l’età classica e il Medioevo è un percorso di estrema complessità, segnato da una struttura sociale prevalentemente patriarcale, ma arricchito da spazi di autonomia e figure di rilievo che hanno saputo influenzare la politica, la cultura e la religione.

L'Età Classica: Il contrasto tra Atene e Sparta
Nell'antica Grecia, la disuguaglianza era la norma, sebbene declinata diversamente a seconda della città-stato. Ad Atene, la donna era confinata nell'oikos (casa) e nel gineceo, priva di diritti politici e istruzione formale. Il suo compito era gestire la casa e garantire figli legittimi sotto l'autorità del padre o del marito. Un'eccezione rilevante era costituita dalle etère, come Aspasia di Mileto: donne libere e istruite che partecipavano alla vita culturale e ai banchetti. Al contrario, a Sparta, le donne godevano di maggiore libertà; ricevevano un’educazione fisica per generare cittadini forti e potevano persino possedere terre.

Roma: Tra virtù domestica e autonomia giuridica
La società romana ruotava attorno all'autorità assoluta del pater familias. L’ideale della matrona era riassunto nel motto domum servare et lanam facere (custodire la casa e filare la lana), simbolo di modestia e fedeltà. Tuttavia, il diritto romano si evolse: il passaggio dal matrimonio cum manu al matrimonio sine manu permise alle donne di mantenere la proprietà dei propri beni e una certa autonomia economica. Figure come Livia o Agrippina esercitarono un’enorme influenza politica nell’ombra, mentre le Vestali rappresentavano un rarissimo caso di indipendenza religiosa e prestigio pubblico.

L'Alto Medioevo e le popolazioni barbariche
Con la caduta dell'Impero, le popolazioni barbariche (Goti, Longobardi, Franchi) introdussero nuovi modelli. Nelle società germaniche, la donna era considerata custode dell’onore del clan e le offese contro di lei erano punite severamente. Alcune leggi, come la Lex Salica o la Lex Longobardorum, riconoscevano loro diritti patrimoniali e la possibilità di testimoniare. Figure come la regina Teodolinda dimostrano come le donne potessero ricoprire ruoli politici e religiosi di primo piano.

Il Medioevo: Fede, Lavoro e Potere
Il Cristianesimo impose una visione ambivalente: la donna era idealizzata come la Vergine Maria (purezza) ma temuta come erede di Eva (tentazione). Nel Basso Medioevo, la condizione variava per ceto sociale:
• Nobildonne: Amministravano feudi e castelli in assenza dei mariti, agendo spesso come reggenti.
• Religiose: I monasteri offrivano uno spazio unico di istruzione. Badesse come Ildegarda di Bingen gestivano poteri economici e culturali rilevanti, dedicandosi alla scrittura e allo studio.
• Donne del popolo: Lavoravano duramente nei campi o nelle città, dove gestivano botteghe, specialmente nel settore tessile.

Uno sguardo all'Oriente
In Egitto, le donne godevano di diritti giuridici sorprendentemente ampi, potendo ereditare e divorziare; alcune divennero persino faraoni (Hatshepsut, Cleopatra). Nell’Impero Bizantino, sebbene la società fosse conservatrice, l’élite femminile era colta e politicamente attiva, con l'imperatrice Teodora come esempio di potere imperiale. Nel mondo islamico, la nascita della religione portò inizialmente diritti come l'eredità e il consenso matrimoniale, anche se col tempo la segregazione aumentò.

In sintesi, sebbene le restrizioni legali fossero molteplici, le donne di questo lungo periodo non furono attori passivi, ma riuscirono costantemente a trovare spazi di espressione e autorità.

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Ospiti, moderatori e moderatrici

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Mariarosaria Barbera, archeologa, ha diretto le Soprintendenze della Sardegna, Toscana, di Roma e il Parco Archeologico di Ostia antica. Autrice di più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche. Negli ultimi anni, si è dedicata agli studi di genere nell’epoca antica, pubblicando: Donne romane in esilio a Ventotene. L’opposizione politica femminile tra Augusto e Domiziano; Donne al potere in Oriente e Occidente fra Tardoantico e Medioevo; Impronte di donne. Realtà femminili nell’antichità classica; Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull'età antica

Patrizia Gioia, archeologa, è stata responsabile della conservazione, musealizzazione e valorizzazione del giacimento pleistocenico di Casal de' Pazzi, di cui ha curato il progetto museologico. Dal 2008 è professore a contratto presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove insegna "Informatica per l'Archeologia" e "Museologia Archeologica".

Tiziana Lazzari, Professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, dove insegna Storia medievale e Civiltà dell'alto medioevo e Storia delle donne e dei generi. I principali interessi di ricerca riguardano le strutture sociali e politiche delle società alto e pieno medievali. Attualmente concentra la sua ricerca sulle strutture della parentela e le loro forme di rappresentazione nei secoli altomedievali nonché sul ruolo delle donne e la loro capacità di azione politica e patrimoniale. Si occupa inoltre di organizzazione del territorio e del rapporto fra comunità locali e poteri centrali fra VI e XII secolo.

Lucia Travaini, storica delle monete, ha insegnato all'Università di Milano Statale dopo un periodo di ricerca nell'università di Cambridge. Ha recentemente pubblicato un libro sui trenta denari di Giuda divenuti reliquie in tutta l'Europa medievale e moderna.

Sonia R. Marino, architetta, european ergonomist certificata a Bruxelles, fondatrice di:
- ‘donna immagine città’, promozione delle pari opportunità e contrasto agli stereotipi.
- Integronomia, ricerca, formazione, consulenza e progettazione in ergonomia/ingegneria dei fattori umani e sostenibilità, applicate a wayfinding, ambienti fisici e virtuali, design e postazioni di lavoro, progettazione multisensoriale e della piacevolezza, luce/colore/fattori naturali. Pubblicazioni in ergonomia e sostenibilità.
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Angela Bernardo, Direttrice editoriale Informazione Quotidiana e Vicepresidente nazionale branch Confassociazioni Salute e Terzo Settore

Stefania Capati, direttrice Radio Tuscia events.

Domenico Creazzo, imprenditore edile interessato a tematiche sociali e diritti. Di suo particolare interesse l'analisi della Costituzione italiana.

Giulia Parini Bruno, giornalista, NuoveRadici APS.

Mehret Tewolde Weldemicael, esperta di diversity&inclusion, vicepresidente Associazione Le Réseau e CEO di Italia Africa Business Week.

Leda Tripodi, ASVIS Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile.

Casimiro Vizzini, medico, già segretario generale dell’European University Alliance for Global Health. Attualmente consulente dell'Africa-Europe Foundation e responsabile Human Cell Atlas presso l'UNESCO.

DONNA IMMAGINE CITTA' è promossa da: Integronomia ergonomia e sostenibilità; Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi Consorzio Interuniversitario; Ergolab Unitus presso Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell'Università della Tuscia.

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