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Profili femminili

Dalla Dichiarazione dei Sentimenti alla Convenzione contro la Discriminazione

28 gennaio 2026

Il percorso verso il riconoscimento universale dei diritti delle donne ha il suo atto simbolico di nascita nel 1848 con la Declaration of Sentiments, redatta durante la Convenzione di Seneca Falls. In quel contesto, un gruppo di donne stanche di essere considerate legalmente inferiori o mera proprietà maschile, si riunì per delineare una strategia di lotta contro l'egemonia patriarcale. L’ispirazione venne dall'umiliazione subita da Elizabeth Cady Stanton e Lucretia Mott a Londra nel 1840, quando fu loro vietato di partecipare alla World Anti-Slavery Convention in quanto donne.

La Dichiarazione, firmata da 68 donne e 32 uomini, fu modellata sulla Dichiarazione di Indipendenza americana del 1776, affermando che «tutti gli uomini e le donne sono creati uguali». Il testo denunciava la sistematica violazione dei diritti femminili in quindici punti, tra cui la negazione del diritto di voto, l'impossibilità di possedere beni propri (a causa dell'obbligo della coverture che annullava l'identità giuridica della donna sposata), la mancanza di accesso a un'istruzione completa e l'esclusione dalle cariche pubbliche e religiose. Questo momento segna l'avvio del cosiddetto femminismo dell'uguaglianza, o prima ondata, focalizzato sul raggiungimento della parità giuridica e politica.

Il cammino iniziato a Seneca Falls ha richiesto decenni per produrre risultati tangibili, come la ratifica del XIX emendamento negli Stati Uniti nel 1920 che garantì il suffragio femminile. Tuttavia, l'uguaglianza formale non bastava a eliminare le discriminazioni strutturali. Nella seconda metà del XX secolo, la "seconda ondata" del femminismo ha evidenziato come, nonostante le leggi paritarie, persistessero stereotipi, disparità nel lavoro domestico e assenza di pari opportunità reali.

Questo lungo processo di maturazione ha condotto le Nazioni Unite ad adottare, il 18 dicembre 1979, la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW), entrata in vigore nel 1981. La CEDAW è considerata la "grundnorm" della disciplina a tutela della donna, poiché stabilisce un fondamento normativo globale per l'uguaglianza sostanziale. L'articolo 1 della Convenzione fornisce una definizione fondamentale: la discriminazione contro le donne è definita come ogni «distinzione, esclusione o limitazione basata sul sesso» che abbia lo scopo o l'effetto di compromettere il godimento dei diritti umani in campo politico, economico, sociale, culturale e civile.

Sebbene Seneca Falls sia l'atto di nascita del movimento organizzato, il desiderio di uguaglianza è stato alimentato da profili straordinari di donne che operarono molto prima del 1848:

• Olympe de Gouges: nel 1791 pubblicò a Parigi la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, chiedendo che i principi della Rivoluzione Francese fossero estesi alle donne; per le sue posizioni fu condannata alla ghigliottina.

• Mary Wollstonecraft: autrice di Rivendicazione dei diritti delle donne (1792), in cui confutava la tesi dell'inferiorità naturale femminile e individuava nell'istruzione lo strumento per il superamento della soggezione.

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Sandra Brandini, bancaria esodata da tre anni, si è laureata in scienze politiche proprio con una tesi sull'iconografia femminile tra '800 e '900.

Alessandra Ciotti, giornalista pubblicista, esperta in politiche di genere, è stata responsabile della progettazione e redazione di canali interattivi presso Stream-Sky. Autrice e regista, ha realizzato un documentario storico didattico: Tre donne nel Risorgimento tra amore e rivoluzione”, che è stato premiato al Concorso Nazionale Il Risorgimento italiano nella memoria.

Anna Maria Isastia, ha insegnato Storia del Risorgimento e Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma. È presidente onorario della Società italiana di storia militare (Sism), consigliera nazionale del CNDI, socia fondatrice della Rete per la Parità. È componente del direttivo dell’ANRP (Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dai campi di internamento e dalla guerra di liberazione). Dal 2022 collabora con la Rivista Militare.

Milena Meo, professoressa Ordinaria di Sociologia dei fenomeni politici presso l’Università degli Studi di Messina dove insegna Sociologia dei fenomeni politici, Studi di genere e Sociologia politica e questioni di genere. È vicepresidente del CUG (Comitato Unico di Garanzia) dell’Università di Messina dove è anche referente per le questioni di genere del Dipartimento COSPECS. Ha fondato e dirige le riviste scientifiche internazionali Im@go. A Journal of the Social Imaginary (Mimesis) e Power Asymmetries. Gender, ideologies and democracy (Sapienza Università Editrice). Si occupa prevalentemente di temi di sociologia politica legati all’immaginario e alle questioni di genere.

Fiorenza Taricone, professoressa di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, già Rettrice Vicaria dello stesso Ateneo. Autrice di numerosi testi, l'ultimo: Zoé Gatti de Gamond e l'utopia fourierista.

Sonia R. Marino, architetta, european ergonomist certificata a Bruxelles, fondatrice di:
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Giulia Parini Bruno, giornalista, NuoveRadici APS.

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Casimiro Vizzini, medico, già segretario generale dell’European University Alliance for Global Health. Attualmente consulente dell'Africa-Europe Foundation e responsabile Human Cell Atlas presso l'UNESCO.

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