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L’immagine della strega attraversa i millenni come un archetipo di disobbedienza femminile, oscillando tra il sacro e il demoniaco, tra il timore e l'ammirazione. In questa serata si pone l'obiettivo di decostruire la figura della strega, analizzandola come l'esito di precisi processi sociali, economici e relazioni di potere.
Le radici bibliche del pregiudizio misogino trova una delle sue radici nella contrapposizione tra la sottomessa Eva e la figura ribelle di Lilith, che rifiutando l'obbedienza ad Adamo diviene la progenitrice simbolica di chi sceglie l'autodeterminazione. La "Grande Caccia" tra il XIV e il XVII secolo non è stata un rigurgito di oscurantismo medievale, ma un fenomeno prettamente moderno, alimentato dalla diffusione della stampa e da trattati come il Malleus Maleficarum.
Silvia Federici, sociologa, filosofa e attivista, ha esplorato come la persecuzione sia stata funzionale alla nascita del capitalismo. La caccia alle streghe servì a disciplinare il corpo femminile, svalutare il lavoro riproduttivo e facilitare la privatizzazione delle terre comuni (enclosures), distruggendo le reti di solidarietà tra donne. In questo contesto, termini come "gossip" furono trasformati da sinonimi di amicizia intima a epiteti degradanti per screditare l'attività sociale femminile fuori dal controllo domestico.
Le streghe erano detentrici di sapere erboristico e terapeutico, depositaria di un sapere naturale che la scienza moderna e la professione medica — ai tempi esclusivamente maschili — hanno cercato di estirpare marginalizzando le levatrici e le "signore delle erbe".
La strega oggi rappresenta la riappropriazione del potere femminile e un tentativo di rispondere alla "crisi della presenza" dell'epoca moderna attraverso un rinnovato legame con la natura e la spiritualità. La strega si rivela, in definitiva, come la trasformazione culturale in carne ed ossa: una figura che, pur essendo stata bruciata, continua a sfidare le norme sociali per ricordare il valore dell'indipendenza
In questa serata esploreremo anche il nesso profondo tra l’alimentazione e il mito della stregoneria, scoprendo come il cibo sia stato non solo un mezzo di sussistenza, ma un potente simbolo di trasgressione e potere. Se per la Chiesa medievale il cibo era spesso veicolo di peccato e la gola una tentazione femminile, per le donne accusate di stregoneria la cucina rappresentava un rifugio di sapori antichi e saperi naturali.
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Ospiti, moderatori e moderatrici
Salvatore Marsillo, docente presso la Fondazione Italiana Sommelier e redattore della rivista Bibenda e dell’omonima guida annuale dei migliori vini italiani. Marsillo è anche un artista con all'attivo numerose mostre personali in strutture istituzionali e gallerie private sparse su tutto il territorio nazionale. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Le sue opere sono in esposizione permanente presso il Museo Comunale di Praia a Mare, il Museo della Strega di Benevento, la Pinacoteca Comunale di Teora (AV) e il Museo Cattedrale Consionna a Loreto Aprutino (PE).
Francesca Sgorbati Bosi, laureata in lingue e letterature moderne alla Cattolica di Milano con una tesi su “The beggar’s opera” di John Gay. Settecentista focalizzata sul Settecento francese e inglese, sia con traduzioni di testi mai pubblicati prima, sia con saggi che siano storicamente accurati ma piacevoli da leggere anche per i non specialisti, per far capire quanto fosse vivace, frizzante e sorprendente, ma anche pieno di luci e ombre, il Secolo dei Lumi, che in Italia è purtroppo poco conosciuto nonostante sia alla radice della nostra società moderna. Libri scritti: Guida pettegola al settecento inglese; Nobili contraddizioni; Guida pettegola al settecento francese; Guida pettegola al teatro francese del Settecento; Non mi attirano i piaceri innocenti; A tavola coi re. Tutti pubblicati per Sellerio.
Corinna Zaffarana, laureata in archeologia classica; come saggista e indipendent scholar ha pubblicato diversi lavori sul rapporto tra mito, simboli e religione. È editrice e direttrice del Centro Studi e Ricerche C.T.A.102, progetto di divulgazione storico-culturale e scientifica.
Sonia R. Marino, architetta, european ergonomist certificata a Bruxelles, fondatrice di:
- ‘donna immagine città’, promozione delle pari opportunità e contrasto agli stereotipi.
- Integronomia, ricerca, formazione, consulenza e progettazione in ergonomia/ingegneria dei fattori umani e sostenibilità, applicate a wayfinding, ambienti fisici e virtuali, design e postazioni di lavoro, progettazione multisensoriale e della piacevolezza, luce/colore/fattori naturali. Pubblicazioni in ergonomia e sostenibilità.
GrandiDonne è una delle tante attività ideate nell'ambito di 'donna immagine città' per la diffusione e informazione di buone pratiche sull'Equità. Altre attività di diffusione sono:
- Atlante Storico Geografico GrandiDonne
- Podcast: Vi Raccontiamo 1 Storia
- 'donna immagine città' On air su Casa Radio.
Angela Bernardo, Direttrice editoriale Informazione Quotidiana e Vicepresidente nazionale branch Confassociazioni Salute e Terzo Settore
Tatjana Callegari, assistente europarlamentare, criminologa e regista di opere a carattere sociale. Nelle sue attività e progetti unisce l'analisi criminologica alla comunicazione, all'attivismo e politico e alla sensibilizzazione attraverso l’arte, focalizzandosi su tematiche legate alla giustizia sociale e ai diritti umani.
Stefania Capati, direttrice Radio Tuscia events.
Domenico Creazzo, imprenditore edile interessato a tematiche sociali e diritti. Di suo particolare interesse l'analisi della Costituzione italiana.
Giulia Parini Bruno, giornalista, NuoveRadici APS.
Mehret Tewolde Weldemicael, esperta di diversity&inclusion, vicepresidente Associazione Le Réseau e CEO di Italia Africa Business Week.
Leda Tripodi, ASVIS Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile.
Casimiro Vizzini, medico, già segretario generale dell’European University Alliance for Global Health. Attualmente consulente dell'Africa-Europe Foundation e responsabile Human Cell Atlas presso l'UNESCO.
DONNA IMMAGINE CITTA' è promossa da: Integronomia ergonomia e sostenibilità; Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi Consorzio Interuniversitario; Ergolab Unitus presso Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell'Università della Tuscia.
MEDIA PARTNER: Informazione Quotidiana, Radio Tuscia Events.