Non fare il professore
non fare la maestrina

3 dicembre 2026 dalle 21:00 alle 23:00
Parliamone con: Davide Bongiovanni - Giovanna Conte - Lorenzo Gasparrini - altri ospiti da confermare

Come si manifestano le asimmetrie di potere, il paternalismo e i condizionamenti linguistici nei contesti educativi e nella comunicazione quotidiana?
Perché l'autorevolezza e la parola femminile vengono ancora etichettate o svalutate con tono condescendente come "fare la maestrina", mentre l'intervento maschile assume spontaneamente il tono cattedratico del "professore"?
In che modo gli stereotipi sul maschile, il mansplaining e la tendenza a esprimere giudizi non richiesti ostacolano un dialogo aperto e paritario?
Quali strumenti offrono la filosofia femminista e l'attivismo transfemminista per decostruire l'autoreferenzialità e le gerarchie di genere nella divulgazione?
Come possiamo superare il modello autoritario e trasmissivo per costruire una comunità d'ascolto basata sul consenso, sull'empatia e sulla condivisione orizzontale del sapere?
Quale ruolo giocano il linguaggio visivo, il cinema sociale e le campagne video nel mostrare l'escalation della violenza di genere e nel rompere l'indifferenza?

L'incontro si propone di esplorare le dinamiche di potere, il paternalismo e le distorsioni comunicative che attraversano i luoghi della formazione, della divulgazione e del dibattito pubblico. A partire dai modi di dire e dai pregiudizi culturalmente associati alle figure del "professore" e della "maestrina", la serata offre un confronto interdisciplinare volto a decostruire l'autoritarismo linguistico e le gerarchie di genere.

Attraverso il dialogo tra la critica filosofica alle maschilità patriarcali, l'attivismo transfemminista e l'impatto della comunicazione visiva d'autore, l'evento intende tracciare percorsi concreti per una divulgazione orizzontale, empatica e libera da atteggiamenti di sopraffazione.

Quando e dove? Dalle 21:00 del 3 dicembre 2026 su Clubhouse

Come collegarsi e ascoltare:
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Davide Bongiovanni – comunicazione visiva, regia e campagne video contro la violenza sulle donne.
• Ideatore e regista di campagne sociali d'impatto (tra cui spot distribuiti su Sky Italia e Netflix come "Mia fino alla fine"), che utilizzano messaggi e chat reali per mostrare l'escalation della violenza di genere e sensibilizzare l'opinione pubblica.

Giovanna Conte – attivismo transfemminista, comunicazione digitale e de-costruzione degli stereotipi.
• Comunicatrice, attivista transfemminista e curatrice del profilo Instagram @ilpuntodigi.
• Riflette su come la voce e l'autorevolezza delle donne e delle soggettività marginalizzate vengano spesso ridimensionate o etichettate con tono paternalistico, promuovendo pratiche di indipendenza, consapevolezza e comunicazione inclusiva ed empatica.

Lorenzo Gasparrini – filosofia femminista, maschilità e de-costruzione del linguaggio di potere.
• Filosofo femminista, formatore e saggista, conduce laboratori e seminari dedicati ai femminismi, al contrasto degli stereotipi e alle nuove maschilità.
• Analizza le asimmetrie di potere insite nel linguaggio quotidiano e nella cultura patriarcale, proponendo strumenti critici per identificare e superare l'atteggiamento cattedratico, i condizionamenti e i privilegi maschili nella comunicazione e nell'insegnamento.

VI ASPETTIAMO!

Fotogrammi di cinema a cura di Casa Gnappi, il cinema è la loro passione.
Come definirli? Decisamente nerd!

Davide Bongiovanni

Regista, nel 2020 ha fondato la ARSENALE Creative Room Production, con cui nel 2025, ha realizzato una campagna contro la violenza sulle donne, finanziata dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta, Consiglio regionale della Valle d'Aosta, Banca di Credito Cooperativo, Consigliera di Parità e Fondazione Comunitaria, Distribuita su Sky Italia e Netflix. In "MIA FINO ALLA FINE" viene mostrata la violenta escalation di un rapporto dalle prime fasi fino al triste epilogo. Le chat utilizzate sono state riprese da chat reali di vittime di violenza.

Giovanna Conte

Esperta di comunicazione e attivista transfemminista impegnata nel terzo settore, attualmente responsabile comunicazione e fundraising per la Fondazione Antea. Tramite la sua attività di divulgazione sul canale Instagram @ilpuntodigi promuove la sensibilizzazione contro la violenza economica e di genere, la consapevolezza sulla salute (come "lipedema fighter") e i diritti della comunità LGBTQIA+.

Lorenzo Gasparrini

filosofo femminista, conduce seminari, workshop e laboratori in università, scuole, aziende ed enti focalizzati sulla formazione e sulla prevenzione della violenza di genere. Pubblica su riviste specializzate ed è autore di numerosi saggi e volumi dedicati ai femminismi e alle maschilità (tra cui Diventare uomini. Relazioni maschili senza oppressioni), orientando la propria attività alla de-costruzione del patriarcato e al coinvolgimento attivo del pubblico maschile.

Sonia R. Marino

architetta ed ergonoma, fondatrice di ‘donna immagine città’ e Integronomia.

Maurizio Bruno

commercialista, componente commissioni Pari Opportunità a Torino con deleghe all’integrazione.

Tatjana Callegari

relazioni istituzionali, comunicazione pubblica e progettazione culturale ad impatto sociale.

Gaetano Di Sabato

professore d'inglese, attivista LGBTQIA+ con esperienza nelle conduzioni radiofoniche.

Fabrizio Gentili

imprenditore e consulente, Not-for-profit e Istituti Educativi, con attenzione a sviluppo comunitario e benessere generazionale.

Parisa Nazari

farmacista, mediatrice culturale, giornalista e attivista del movimento "Donna, Vita, Libertà".

Roberta Vinciguerra

filosofa di formazione, responsabile della comunicazione digitale dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. È nel direttivo della Fondazione Italia Digitale.

Casimiro Vizzini

medico, consulente dell'Africa-Europe Foundation e responsabile Human Cell Atlas presso l'UNESCO.

Corinna Zaffarana

archeologa, independent scholar, co-fondatrice Temenos, direttore culturale presso l’associazione culturale no-profit “Centro Studi e Ricerche C.T.A.102”.

Vittorio Canepa

Casa Gnappi, ingegnere chimico prestato al cinema, e poco propenso a mostrarsi (nel caso non si fosse notato dalla foto).

Mauro Pozzuoli

Casa Gnappi, appassionato di arte e cultura, con una particolare attenzione alla queer art.

Roberto Urbinati

Casa Gnappi, vorace e indefesso consumatore di fantascienza e horror, sia letteraria, sia cinematografica.