La pace è possibile?
Tra storia e attualità
15 ottobre 2026 dalle 21:00 alle 23:00
Parliamone con: Susanna Camusso - Sara Gorelli - Barbara Schiavulli - Fiorenza Taricone
Che cosa ci insegna la storia sul rapporto tra donne, uomini, guerra e pace?
Come si racconta la guerra dal basso, dando voce alle storie reali delle persone invece che ai soli numeri?
Come possiamo passare dall'economia di guerra a una "società della cura" che metta al centro la vita?
Oggi che il 90% delle vittime sono civili, che cosa può fare concretamente la società civile per imporre il disarmo?
Alla fine, la pace è un obiettivo concreto e realizzabile o resta solo un'utopia?
L'incontro si propone di esplorare la possibilità concreta della pace analizzando le intersezioni tra ricerca storica, geopolitica, informazione sul campo e disarmo umanitario. In un contesto globale segnato da circa 56-59 conflitti armati principali - con stime che arrivano a oltre 100 contando tensioni e insurrezioni minori secondo alcuni istituti, il numero più alto registrato dalla fine della Seconda guerra mondiale - e da un drammatico impatto sulle popolazioni civili, la serata offre un dibattito interdisciplinare volto a decostruire l'idea della guerra come strumento inevitabile.
Attraverso il dialogo tra la storiografia del rapporto tra generi e conflitti, la testimonianza del giornalismo d'emergenza, la proposta politico-economica dell'economia della cura e le campagne di advocacy per la tutela dei civili, l'evento intende tracciare percorsi operativi per riedificare una cultura globale della convivenza, dei diritti umani e della cooperazione multipolare (modello di relazioni internazionali in cui diversi Paesi o gruppi di potere collaborano su base paritaria all'interno di un sistema globale non più dominato da un'unica superpotenza).
Quando e dove?
Dalle 21:00 del 15 ottobre 2026 su Clubhouse
Come collegarsi
e ascoltare:
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Susanna Camusso – economia della cura, modello di sviluppo e geopolitica.
• Senatrice, ha scritto Facciamo pace. Una guerra, tante guerre, in cui analizza le cause economico-strutturali delle guerre contemporanee, tra cui la crisi del modello neoliberista, la competizione sulle risorse, le diseguaglianze e l'emergenza climatica.
• Camusso sostiene che la pace non coincida con la sola assenza di armi, ma richieda l'adozione del "paradigma della cura della vita". Questo approccio impone di riorganizzare il modello di sviluppo riconvertendo le spese militari in investimenti sui beni comuni - salute, lavoro tutelato, istruzione, welfare - e rilanciando il ruolo propulsore dell'Europa nelle relazioni multipolari e nel disarmo.
Sara Gorelli – disarmo umanitario e tutela delle vittime civili.
• Coordinatrice e ricerca nel campo della protezione dei civili nei conflitti armati e disarmo umanitario.
• Ci introduce nei dati documentali sull'impatto dei conflitti sulle popolazioni civili, che costituiscono ormai il 90% delle vittime totali nelle guerre urbane e asimmetriche. Gorelli illustra le conquiste ottenute dall'attivismo della società civile - dalla messa al bando delle mine antiuomo al trattato di proibizione delle armi nucleari - e la recente dichiarazione politica internazionale contro l'uso di armi esplosive nelle aree popolate, dimostrando come l'azione della cittadinanza attiva possa indirizzare la diplomazia verso la tutela concreta dei diritti umani.
Barbara Schiavulli – giornalismo indipendente e testimonianza sul campo.
• Reporter di guerra e direttrice responsabile della testata indipendente Radio Bullets.
• Porta l'esperienza diretta dai fronti di crisi - Afghanistan, Palestina, Iraq -, ribadendo che la guerra rappresenta sempre il fallimento della politica. Schiavulli evidenzia l'importanza di raccontare le storie individuali dei civili per rompere l'assuefazione ai numeri e svelare gli interessi geopolitici ed economici - risorse minerarie, idriche ed energetiche - alla base dei conflitti. Un focus specifico riguarda la condizione delle donne afghane e la resistenza culturale attuata tramite la scuola clandestina e la contro-informazione.
Fiorenza Taricone - prospettiva storico-filosofica e di genere.
• Docente universitaria e saggista, presenta i contenuti del suo volume Donne e uomini. Pace e Guerra.
• Ripercorre il rapporto millenario tra uomini, donne e il binomio guerra-pace. Taricone analizza come la storiografia abbia tradizionalmente sbilanciato la narrazione esaltando gli eventi bellici e relegando la pace a utopia. La sua ricerca ricostruisce la presenza femminile dalle amazzoni e sovrane alle patriote risorgimentali, fino alle partigiane della Resistenza e alle 21 Madri Costituenti. Inoltre, de-costruisce il mito dell'innato pacifismo femminile ed esamina le tappe legislative per l'accesso ai diritti civili e al volontariato militare.
VI ASPETTIAMO!
Fotogrammi di cinema a cura di Casa Gnappi, il cinema è la loro passione.
Come definirli? Decisamente nerd!
Senatrice, già segretaria generale della CGIL dal 2010 al 2019. È tra le principali promotrici e fondatrici di "Usciamo dal Silenzio", movimento nato nel 2005, con l'obiettivo di difendere i diritti civili delle donne, della libertà femminile e della legge 194/1978 sull'interruzione volontaria di gravidanza. Ha scritto: Facciamo pace. Una guerra, tante guerre. Considerazioni per un mondo più giusto.
Si occupa di Relazioni internazionali, ha un master in Comunicazione e Lobbying delle Relazioni internazionali conseguito presso la SIOI – Società italiana per l’Organizzazione internazionale. Dal 2017 si occupa di advocacy e ricerca nel campo della protezione dei civili nei conflitto armati e disarmo umanitario.
Giornalista e scrittrice, ha seguito i conflitti in Iraq, Afghanistan, Israele e Palestina, Siria, Pakistan, Yemen, Sudan, Venezuela, Iran e Libano. Ha fondato Radio Bullets, una testata indipendente che mette al centro esteri, diritti umani e inclusività. Ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali. Numerosi i suoi libri, ed è appena uscito: Voragini, nella mente di vittime e carnefici.
Professoressa ordinaria presso l'Università degli Studi di Cassino e Lazio Meridionale, già Rettrice vicaria della stessa Università. Membro del Comitato Scientifico di riviste di settore e di Fondazione di studi, quali Fondazione Kuliscioff, Fondazione Iotti e Fondazione Turati. Autrice di saggi e monografie, particolarmente centrati su tematiche quali l’associazionismo in Italia tra Ottocento e Novecento, l’evoluzione dei diritti civili e politici, interventismo e pacifismo. Il suo testo più recente, 2026, è “Donne e uomini. Pace e guerra”.
architetta ed ergonoma, fondatrice di ‘donna immagine città’ e Integronomia.
commercialista, componente commissioni Pari Opportunità a Torino con deleghe all’integrazione.
relazioni istituzionali, comunicazione pubblica e progettazione culturale ad impatto sociale.
direttrice Radio Tuscia Events.
imprenditore con un particolare interesse all'analisi della Costituzione italiana.
corrispondente accreditata per START InSight presso il Dipartimento di Stato statunitense.
professore d'inglese, attivista LGBTQIA+ con esperienza nelle conduzioni radiofoniche.
imprenditore e consulente, Not-for-profit e Istituti Educativi, con attenzione a sviluppo comunitario e benessere generazionale.
production sound mixer e sound editor in ambito cinematografico.
farmacista, mediatrice culturale, giornalista e attivista del movimento "Donna, Vita, Libertà".
giornalista, NuoveRadici APS.
avvocata specializzata in diritto amministrativo e penale.
vicepresidente Associazione Le Réseau e CEO di Italia Africa Business Week.
relazioni internazionali, food&beverage manager, agriculture innovation manager.
ASVIS Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile.
filosofa di formazione, responsabile della comunicazione digitale dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. È nel direttivo della Fondazione Italia Digitale.
medico, consulente dell'Africa-Europe Foundation e responsabile Human Cell Atlas presso l'UNESCO.
archeologa, independent scholar, co-fondatrice Temenos, direttore culturale presso l’associazione culturale no-profit “Centro Studi e Ricerche C.T.A.102”.
Casa Gnappi, ingegnere chimico prestato al cinema, e poco propenso a mostrarsi (nel caso non si fosse notato dalla foto).
Casa Gnappi, appassionato di arte e cultura, con una particolare attenzione alla queer art.
Casa Gnappi, vorace e indefesso consumatore di fantascienza e horror, sia letteraria, sia cinematografica.